Pontifical Council for the Pastoral
Care of Migrants and Itinerant People

 

XVI Seminario Mondiale dei Cappellani Cattolici dell’Aviazione Civile

 e Membri delle Cappellanie Aeroportuali

(Roma-Italia, 10-13 giugno 2015)

 

Documento finale

INTRODUZIONE

Noi, 94 cappellani cattolici e membri delle cappellanie aeroportuali, in servizio nell’aviazione civile di tutto il mondo, provenienti da 24 Paesi, dall’Africa, dalle Americhe, dall’Asia, dall’Europa e dall’Oceania e da 36 aeroporti internazionali, abbiamo accolto l’invito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti di riflettere sul tema: Evangelii Gaudium: Quale aiuto per il ministero pastorale dell’Aviazione Civile? Così, abbiamo risposto all’appello di Papa Francesco a ripensare l’evangelizzazione nella gioia del Vangelo per trovare nuove vie su cui camminare nei prossimi anni (cfr. EG, n.1). Nelle nostre giornate di studio, siamo stati accompagnati dalle riflessioni di esperti in varie discipline e dallo scambio delle nostre esperienze.

Il Seminario è stata un’occasione per rivedere insieme ciò che stiamo vivendo e per guardare al futuro; insieme abbiamo affrontato le sfide che si presentano alle nostre comunità aeroportuali.

Le parole del Papa durante l’Udienza Privata ci hanno ricordato che l’aeroporto, per vari motivi, può essere considerato una città accanto alle grandi metropoli. Qui s’incontrano diverse categorie di persone : bambini, giovani, adulti e anziani. È anche una realtà in cui ci si confronta con la precarietà, la povertà, le migrazioni: situazioni che il Magistero della Chiesa affronta insieme alle autorità nazionali e internazionali.

Questo Seminario ha aperto davanti a noi nuove prospettive raccomandandoci di guardare con misericordia le persone che incontriamo negli aeroporti e con cui condividiamo a tempo pieno le nostre giornate. Durante questi giorni ci siamo posti alcune domande sulla vita delle nostre cappellanie. In particolare, ci siamo chiesti come vivere pastoralmente nelle nostre cappellanie aeroportuali l’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Abbiamo ribadito l’importanza di vivere quest’anno con attenzione alla compassione divina, affinché tutti ne possano godere.

Alcune linee principali sono emerse durante i lavori di questo Seminario.

CONCLUSIONI

1. I Cappellani e i membri delle cappellanie aeroportuali hanno ribadito la consapevolezza dell’importanza del ministero della cappellania aeroportuale. In questi tempi in cui il Magistero della Chiesa è particolarmente attento alle realtà sociali più degradate, soprattutto nell’ambito della mobilità umana, anche l’aeroporto è un luogo toccato da complesse realtà che coinvolgono diverse categorie di persone. Pensiamo ai lavoratori aeroportuali, ai passeggeri senza documenti, ai migranti e richiedenti asilo, che finiscono per essere detenuti in alcuni locali aeroportuali per brevi o lunghi periodi, a volte senza un’adeguata assistenza umana e spirituale.

2. I Cappellani e i membri delle cappellanie aeroportuali vedono nella cappella dell’aeroporto lo spazio di Dio, dove si sperimentano la gioia dell’incontro, la solidarietà e l’amicizia. La nostra presenza qui assume tutti gli aspetti della missione per chi lavora in aeroporto e chi vi transita. Qui manifestiamo la sollecitudine della Chiesa, soprattutto nelle situazioni umane toccate dalla sofferenza e dallo smarrimento. Perciò, riteniamo che sia necessario lavorare in stretta connessione per la difesa della dignità di ogni persona senza distinzione alcuna.

3. L’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium è un efficace strumento per affrontare le sfide del nostro tempo con fede e speranza. I Cappellani e i loro collaboratori si impegnano a continuare il cammino con le loro comunità per affrontare insieme queste sfide. Vogliamo essere missionari in ascolto del Vangelo, per essere docili allo Spirito Santo nella ricerca di risposte alle nostre domande di senso, di misericordia e di pace.

4. Negli aeroporti vi sono situazioni di disagio che chiedono a tutti un salto nella responsabilità. Pensiamo ai casi di disastri aerei e all’assistenza alle vittime, come anche al problema della sicurezza. Quando accadono fatti di particolare gravita, i cappellani e i membri delle cappellanie aeroportuali si impegnano a lavorare ancora di più nello spirito dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, convinti che l’intesa fraterna libera dall’istinto della violenza. Perciò le cappelle e i luoghi di culto sono anche spazi di dialogo con tutti.

ALCUNI SUGGERIMENTI

1. I Cappellani e i membri delle cappellanie aeroportuali con coraggio e gioia vogliono presentare la Chiesa come madre sollecita e premurosa, avvicinando i passeggeri in transito con la stessa cura di Cristo, offrendo la possibilità dell’incontro con Dio anche a chi non lo cerca. Essi condividono le situazioni difficili, offrendo la parola buona del Vangelo, la liturgia e i sacramenti, ma anche piena solidarietà e, dove è possibile, soccorso e assistenza, provenienti dall’amore.

2. Vogliamo vivere l’“Anno Santo della Misericordia” come l’anno del Kairos, in cui l’opportunità della misericordia di Dio si offre a tutti. Dio viene incontro a tutti con il suo perdono. Le cappellanie creeranno modi per consentire alle persone di sperimentare la misericordia di Dio di Dio. In quest’Anno Santo ogni opera della cappellania sarà posta sotto il segno della misericordia.

3. Ci impegniamo a creare sane collaborazioni con ogni persona di buona volontà. Perciò, non vogliamo essere missionari solitari, ma testimoni della gioia, che scioglie la durezza dei cuori e apre alla misericordia divina. Questo può nutrire in noi le relazioni interpersonali con l’aiuto ed il sostegno delle parrocchie vicine, delle nostre diocesi e delle nostre Conferenze Episcopali locali.   

4. Sollecitiamo gli Ordinari delle aree in cui vi sono aeroporti internazionali a intensificare la sollecitudine pastorale nell’ambito dell’aviazione civile, anche tenendo conto del costante aumento dei flussi di passeggeri, di migranti e di tutte le persone che a vario titolo rendono possibile la vita dell’aeroporto. Anche negli aeroporti più piccoli è auspicabile la presenza di un ministro (sacerdote, religioso, diacono o laico) appositamente nominato per tale incarico.

5. In dialogo con le autorità aeroportuali, incoraggiamo un feconda collaborazione e solidarietà al fine di creare una cappella o, quantomeno, di un spazio dedicato alla preghiera che possa favorire momenti di gioioso incontro con Dio e la Sua misericordia.