Pontifical Council for the Pastoral
Care of Migrants and Itinerant People

Messaggio per la Giornata del Mare

(8 Luglio 2012)

 

Prima dell’avvento della globalizzazione, l’industria marittima ha svolto un ruolo importante nel trasporto di beni di consumo, materie prime e prodotti finiti, come pure di un gran numero di emigranti. Ciò è ancor più vero oggi dato il 90% del commercio mondiale si muove via mare e milioni di passeggeri realizzano un viaggio di piacere a bordo di navi da crociera.

La costruzione di nuovi porti lontano dalle città, il rapido avvicendamento delle navi e il poco tempo per scendere a terra, fanno sì che spesso i marittimi siano invisibili alla società, a meno che i media non ne parlino, per un breve periodo di tempo, a seguito di un attacco di pirati o di un naufragio.

Tuttavia, i marittimi e le loro famiglie non sono invisibili agli occhi di Dio e della Chiesa. Da oltre novanta anni l'Apostolato del Mare riconosce il loro duro lavoro, le loro difficoltà e sofferenze attraverso la cura pastorale offerta dai suoi cappellani e volontari.

 Noi consideriamo i marittimi come manodopera professionale e qualificata, che spesso lavora in situazioni molto pericolose, tra cui sottolineiamo gli attacchi dei pirati e la forza sconosciuta delle acque tempestose.

Constatiamo che i marittimi svolgono il loro lavoro in condizioni estremamente difficili a bordo di imbarcazioni vecchie e arrugginite, che essi sono vittime della criminalizzazione e dell’abbandono e spesso avviene che il loro stipendio sia corrisposto in ritardo quando addirittura non viene versato.

Consideriamo i marittimi come persone che approdano in terre straniere, bisognosi di un sorriso che li accolga, di una parola che li consoli e li sostenga, di un trasporto verso la città, di un luogo per rilassarsi senza essere discriminati per la nazionalità, il colore della pelle o la religione.

Consideriamo che i marittimi sono membri di una famiglia, costretti a vivere lontano dai propri cari e dagli amici per molti mesi consecutivi, condividendo lo spazio limitato della nave con altri membri dell'equipaggio di nazionalità differenti.

Consideriamo i marittimi come individui che manifestano, con azioni semplici, la loro profonda fiducia in Dio, che cercano orientamento e forza nelle celebrazioni eucaristiche e negli incontri di preghiera, oppure nel silenzio della preghiera personale.  

Attraverso l'appuntamento annuale della Domenica del Mare auspichiamo che le nostre comunità cristiane e la società in generale riconoscano anzitutto la gente del mare come esseri umani che contribuiscono a rendere la nostra vita più confortevole, e poi li ringrazino per il lavoro e i sacrifici.

Inoltre dobbiamo promuovere una maggiore consapevolezza dell'importanza di fornire loro protezione contro abusi e sfruttamenti. Per questo motivo rinnoviamo il nostro appello affinché la Convenzione sul Lavoro Marittimo 2006 (MLC 2006) venga ratificata il più presto possibile, al fine di garantire piena protezione e condizioni di lavoro dignitose agli oltre 1,2 milioni di marittimi del mondo.

Vorrei poi rinnovare l’invito a partecipare al XXIII Congresso Mondiale dell'Apostolato del Mare, che si terrà presso la Sala del Sinodo, in Vaticano, dal 19 al 23 novembre 2012, con il tema: La nuova evangelizzazione nel mondo marittimo (nuovi mezzi e strumenti per proclamare la Buona Novella).

In quei giorni ci riuniremo insieme con i Vescovi promotori, i cappellani e i volontari dell’Apostolato del Mare, per riflettere sulle sfide che il nuovo ambiente marittimo (equipaggi internazionali, multi religiosi e multi culturali) pone alla pastorale marittima per fare discepoli tutte le nazioni del mondo.

Invoco infine l’intercessione della Madonna, Stella del Mare, affinché estenda la sua materna protezione sulla gente del mare e la guidi nei pericoli verso un porto sicuro.    

     

 

 

Antonio Maria Card. Vegliò

Presidente

 

 

 

 

X Joseph Kalathiparambil

Segretario