Pontifical Council for the Pastoral
Care of Migrants and Itinerant People

Messaggio per la Domenica del Mare 2010

(11 luglio 2010)

 

 

Cari cappellani, volontari, amici e sostenitori dell’Apostolato del Mare,

nel dichiarare il 2010 “Anno del Marittimo”, l’Organizzazione Internazionale Marittima (OMI) ha inteso rendere omaggio al milione e mezzo di marittimi per il grande contributo apportato al benessere della società, e far prendere maggiormente coscienza delle difficili situazioni create dalla natura, ma spesso anche dall’uomo, in cui molti di loro si vengono a trovare navigando per i mari.

           Poiché i marittimi sono di solito qualificati come “invisibili” poiché transitano rapidamente nei porti, la celebrazione annuale della Domenica del Mare invita le comunità cristiane a vederli e a riconoscerli come “persone reali” che, con un duro lavoro e numerosi sacrifici, contribuiscono a rendere più facile la nostra vita.

           I marittimi sono lavoratori diversi da quelli che operano a terra, anche perché non li vediamo recarsi al lavoro ogni giorno. Il loro contratto richiede infatti che, per un lungo periodo di tempo, essi lascino moglie, figli, famiglia e amici. Navigano da un porto all’altro, in luoghi spesso isolati, con pochissimo tempo per scendere a terra prima di riprendere il mare. Il perimetro della nave rappresenta il limite del loro mondo, lo spazio confinato della cabina è la loro casa ed essi lavorano con persone di nazionalità e religioni differenti, usando spesso una “Babele di lingue” per comunicare. Per i marittimi la solitudine è compagna costante e le ingiustizie sono frequenti. Inoltre, in questi tempi di crisi economica, gli equipaggi sono spesso abbandonati in porti stranieri, gli attacchi dei pirati avvengono sempre più spesso e, quando accade un incidente, la criminalizzazione e la detenzione ingiustificata sono, a volte, il prezzo che devono pagare invece dell’armatore o del ‘charter’.

Il progresso tecnologico ha apportato numerosi cambiamenti nel mondo marittima. Ha migliorato la sicurezza e l’affidabilità delle navi e ha ridotto il tempo di sosta in porto, ma poco è cambiato per quanto riguarda le necessità umane di marittimi e pescatori. Si tratta di necessità semplici: un’accoglienza calorosa in Paese straniero, un mezzo di trasporto in città, un telefono o un computer per comunicare con i propri cari, un sacerdote per celebrare la Santa Messa – se sono cattolici – o per benedirli, un amico per ascoltare le loro storie e problemi, un volontario o un agente pastorale per visitarli in ospedale o in prigione.       

            L’Apostolato del Mare fu fondato da un manipolo di persone generose, a Glasgow, il 4 Ottobre 1920, per dare assistenza spirituale e materiale ai marittimi cattolici “dimenticati” e provvedere ai loro bisogni. Da allora si è sviluppato, al di là di ogni previsione, per cui, se andiamo ai suoi modesti inizi, possiamo vedere la mano provvidenziale di Dio nella maniera in cui l’Opera si è diffusa in tutto il mondo.

L’assistenza pastorale per marittimi e pescatori, in particolare mediante le visite a bordo delle navi, resta la nostra preoccupazione principale come lo era all’origine di questo Apostolato. Quest’oggi, pertanto, vogliamo incoraggiare ciascuno di voi a continuare a sostenere questa “Opera”, con l’auspicio che le Chiese locali siano sempre più coinvolte in tale ministero pastorale.

           L’Apostolato del Mare, con il suo network di “Stella Maris” e Centri in tutto il mondo, è sempre disponibile a rispondere alle richieste dei marittimi, accogliendoli in una “casa lontano da casa” e rendendo la loro vita un  po’ più facile.

            In numerosi porti, cappellani e volontari visitano centinaia di navi e accolgono migliaia di marittimi di ogni religione e nazionalità, fornendo loro consigli, abiti, carte telefoniche e denaro, offrendo un ‘porto sicuro’ in tempi di crisi e anche, cosa non meno importante, contribuendo a mantenere l’apertura ai valori trascendenti nella loro vita.

            A livello internazionale e nazionale, l’Apostolato del Mare fa inoltre opera di ‘advocacy’ affinché siano rispettati i diritti dei marittimi e sia resa loro giustizia.

           Nel ricordare il suo 90° anniversario di fondazione e nel celebrare l’ “Anno del marittimo”, l’Apostolato del Mare rivolge un appello a tutti gli Stati affinché ratifichino quanto prima la Convenzione sul Lavoro Marittimo del 2006, strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei marittimi.

            Infine, per questa occasione, invitiamo ciascuno a fermarsi un momento a pregare per loro e per le loro famiglie, e ad affidare a Maria, Stella del Mare, i cappellani e i volontari che, ogni giorno, camminano generosamente lungo i moli, salgono le scalette delle navi mostrando amore e preoccupazione per coloro che, per motivi di vario genere, vivono ed operano nell'ambiente marittimo(Motu Proprio Stella Maris, Introduzione). 

 


XAntonio Maria Vegliò

Presidente 

 

 

XArcivescovo Agostino Marchetto

Segretario